"Champ de Chêne" Bourgogne Aligotè AOC 2024

"Champ de Chêne" Bourgogne Aligotè AOC 2024.
Julien Cruchandeau
JAAR: 2024
Herkomst: Borgogna, Villers-La-Faye
18
€23,00
Formato 0.75 l. (€ 30,67/lt.)
cod. S8920
L'altra Borgogna

Cosa: Affinato in barrique
Perché: Combina la freschezza tagliente del vitigno con la morbidezza del legno
Perfetto con: Lumache alle erbe, fritture di pesce e caprini freschi

Commercializzato da: Giordano Vini S.p.A. Viale Abruzzi 94, 20131 Milaan - Italië

"Champ de Chêne" Bourgogne Aligotè AOC 2024

Julien Cruchandeau
JAAR: 2024
Herkomst: Borgogna, Villers-La-Faye
€ 23,00
Formato 0.75 l. (€ 30,67/lt.)
cod. S8920
L'altra Borgogna

Cosa: Affinato in barrique
Perché: Combina la freschezza tagliente del vitigno con la morbidezza del legno
Perfetto con: Lumache alle erbe, fritture di pesce e caprini freschi

Commercializzato da: Giordano Vini S.p.A. Viale Abruzzi 94, 20131 Milaan - Italië
Le caratteristiche
  • TipologiaVino bianco fermo
  • Herkomst Borgogna
  • Uve Aligotè 100%
  • Vinificazione Fermentazione termocontrollata in acciaio e affinamento di alcuni mesi in barriques.
  • Gradazione Alcolica 12% vol
  • Allergeni Contiene solfiti
Consigli di Degustazione
  • Suggerimenti Conservare in luogo fresco, lontano dalla luce, bottiglia in piedi. Refrigerare al massimo 24h prima dell'apertura. Aprire 5 minuti prima del servizio
  • Temperatura di servizio 12 gradi
  • BicchiereTulipano ampio
  • Quando berlo entro 5 anni
  • Abbinamento Aperitivo, Menu di pesce
Note sulla produzione
  • Francia

  • Julien Cruchandeau, 2 Rte de Marey, 21700 Villers-la-Faye

"Champ de Chêne" Bourgogne Aligotè AOC 2024
  • Immagina la Borgogna ma dimentica Chardonnay e Pinot Noir. Un vecchio vignaiolo incontrato in vigna potrebbe offrirci un bicchiere di bianco fresco, dicendoti che questo è il vero vino della sua gente. Quel vino sarà quasi certamente un Aligoté, il vitigno "ribelle" della regione che Julien Cruchandeau ha deciso di nobilitare con questa etichetta chiamata Champ de Chêne. Oggi, proprio grazie a etichette come questa, l'Aligoté sta vivendo una seconda giovinezza. Ci troviamo a Villers-La-Faye, nel cuore delle Hautes-Côtes de Nuits, un territorio dove la terra sa ancora di storia e di fatica. Qui il clima è leggermente più fresco rispetto alle zone di pianura, il che permette alle uve di mantenere una spalla acida importante. Il suolo calcareo dona invece al vino una verticalità minerale che è il vero marchio di fabbrica della zona. Esiste un aneddoto curioso legato a questo vitigno, per decenni soprannominato il "vitigno dei poveri" e relegato ai terreni meno prestigiosi. Ma oggi, quegli stessi terreni più alti e ventilati, sono diventati la chiave naturale per combattere il riscaldamento globale in vigna. A differenza del cugino Chardonnay, l'Aligoté è più rustico, resistente e dotato di una freschezza quasi elettrica. Perfetto equilibrio tra modernità e tradizione, dopo una raccolta attenta, la fermentazione avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata per preservare gli aromi varietali. Il vino poi sosta per alcuni mesi in barrique. Questo passaggio serve a rendere il sorso più rotondo e meno spigoloso, mantenendo però intatta la sua proverbiale acidità. Al naso non è mai banale. Note di mela verde, agrumi freschi e una punta di fiori bianchi, arricchite da una sottile sfumatura vanigliata e di crosta di pane dovuta al passaggio in legno. In bocca è dritto e salino, senza rinunciare a una certa grassezza sul finale. Un sorso che non stanca mai, capace di rinfrescare il palato con una pulizia esemplare.

    Esistono storie che sembrano scritte per dimostrare che il talento non conosce confini. Quella di Julien Cruchandeau è una di queste. Prima di diventare uno dei nomi più interessanti del panorama vitivinicolo della Borgogna contemporanea, Julien ha vissuto una vita completamente diversa. E' stato un musicista di musica elettronica, ha fondato un'etichetta discografica e ha girato il mondo con oltre 200 concerti. Nel 2003, poi, Julien decide di cambiare spartito e fonda il suo Domaine a Nuits-Saint-Georges, nel cuore della Côte de Nuits. Oggi gestisce circa 5 ettari di vigneti che si estendono tra zone mitiche e denominazioni meno celebrate (ma altrettanto affascinanti) come le Hautes-Côtes de Nuits e Bouzeron. In vigna si lavora secondo i principi dell'agricoltura biologica (certificata dal 2011), bandendo fertilizzanti chimici e pesticidi per lasciare che sia l'ecosistema a trovare il suo equilibrio naturale. In cantina, le fermentazioni avvengono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e l’uso della solforosa è ridotto al minimo indispensabile.

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